venerdì 29 ottobre 2010

LETTERA DI UNA FIGLIA
 
Non mi piace ricordare quel tuo ultimo mese di vita all’ospedale di Gravedona, dove a poco a poco ti consumavi fino a sparire, preferisco piuttosto ricordare il giorno del tuo funerale, dove un fiume in piena di persone si è prima raccolto in chiesa per l’ultimo saluto e poi in corteo ti hanno accompagnato alla tua ultima dimora, con i gonfaloni del Comune e dell’associazione Reduci di Guerra che ti facevano strada.
Malgrado il dolore per averti perso, ci siamo sentiti orgogliosi per la testimonianza che tutte quelle persone dimostravano con la loro presenza: anche per loro eri stato speciale e indimenticabile.
Tutti dicono che eri una persona per bene , onesta, sempre disponibile nei confronti di tutti, per qualunque cosa.
Fra i tanti ricordi che mi porto dentro, ne ho scelti solo alcuni da riportare in questa lettera; ricordo quando mi insegnavi a nuotare a Bellagio,oppure quando mi spiegavi la tecnica del disegno: da un artista questo ed altro…
Ricordo”gustosamente” quando mi hai insegnato a cucinare le prime volte, avevo 8 anni, la stessa che avevi tu quando hai imparato da tua madre che era cuoca, in verità tutti i tuoi 5 figli hanno imparato presto a cucinare. E le torte !!! La più bella e buona per i miei 18 anni.
A tutti noi hai insegnato anche la correttezza e l’onestà: quella volta che ho trovato per strada un portafoglio che conteneva la bellezza di 503.000 lire, per prima cosa che mi hai chiesto:” Ma tu lo hai restituito, vero?”
Anche quando ho comperato la mia prima auto e non mi sentivo esattamente un pilota di Formula 1, sei salito in macchina tranquillo dicendo:” Se ti hanno dato la patente, vuol dire che sai guidare.”
Siccome ti piaceva molto andare a spasso in auto con i tuoi figli, anche negli ultimi tempi prima della tua malattia, mi accompagnavi spesso agli allenamenti di basket di mio figlio Marco , da bravo sportivo oltre che genitore, quando l’allenatore della squadra avversaria urlava esageratamente con i suoi allievi,tu ti sei alzato gridandogli che i bambini non si trattano così.
Hai dedicato molto del tuo tempo alla politica e al tuo paese, perché credevi in quello che facevi, e le persone che ti hanno conosciuto e frequentato non ti hanno dimenticato, dimostrandolo quell’ultimo giorno in cui non siamo stati lasciati soli nel nostro dolore, perché tu non sei rimasto solo nei cuori dei tuoi familiari, ma nel cuore di tutti.
Ciao papà.
Kriss
http://www.acraccademia.it/
 
 

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